Il 14 febbraio 2020, il nuovo presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha presentato la sua proposta sull’entità complessiva del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE e sulle relative modalità di assegnazione, proposta che è stata però ritenuta inaccettabile dal Parlamento europeo. Il bilancio è ora in discussione nell’ambito della riunione straordinaria del Consiglio europeo sul prossimo Quadro finanziario di bilancio 2021-2027 iniziata ieri e che si concluderà nella giornata di oggi.
Nel corso di un vertice speciale tenutosi il 20 febbraio, la squadra negoziale del PE ha espresso la sua opposizione alla proposta del presidente Michel per il prossimo bilancio a lungo termine che secondo il PE risulta essere ben al di sotto delle aspettative del Parlamento europeo e di quelle dei cittadini. Il presidente Michel sta utilizzando come base la proposta preparata a livello tecnico dalla presidenza finlandese del Consiglio nel dicembre 2019.
“Anche se ci saremmo aspettati investimenti significativi per realizzare il Green Deal, la transizione digitale e un’Europa più forte, il presidente Michel ha confermato o approfondito i tagli ai finanziamenti per agricoltura, coesione, ricerca, investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, PMI, Erasmus, occupazione giovanile, migrazione, difesa e molti altri settori.“
La squadra negoziale si oppone pertanto a questa proposta e si aspetta che il Consiglio europeo non adotti conclusioni su questa base.
Paolo de Castro: “Proposta Charles Michael su Bilancio UE inaccettabile. Offensiva per il ruolo del Parlamento europeo e dei nostri agricoltori”
“Considero inaccettabile, e offensivo nei confronti dei nostri agricoltori e dello stesso Parlamento europeo, la proposta presentata dal Presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, sul quadro finanziario UE per i prossimi sette anni, che sottrae globalmente 53,6 miliardi di euro ai fondi attuali della Pac”, ha aggiunto Paolo De Castro.
Per De Castro infatti, “il Consiglio Ue, tagliando ulteriormente di 5 miliardi di euro i fondi per le aree rurali rispetto alla proposta della presidenza finlandese, probabilmente sta dimenticando che la sostenibilità ambientale non può esistere senza la sostenibilità sociale ed economica del settore”. “Del resto – prosegue l’eurodeputato Pd – i fondi per lo sviluppo rurale fanno da capro espiatorio a una proposta di bilancio miope, che punta a un taglio di 24,2 miliardi del sistema di finanziamento attuale, ossia del 25% rispetto al settennato che si conclude”.
Sulla futura riforma della Pac, “i cui negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue dovrebbero iniziare subito dopo la pausa estiva per concludersi, ci auguriamo, nella prima metà del 2021”, De Castro rassicura gli enti politici “sull’impegno assunto dal Parlamento europeo per salvaguardare il ruolo degli attori locali e delle autorità regionali nel processo decisionale, tramite il collegamento diretto tra Regioni e Unione europea. Un vincolo che la Commissione europea vorrebbe invece eliminare nella sua proposta di riforma della Pac”.
“Come Eurocamera siamo quindi fermamente convinti dell’importanza di garantire un certo grado di flessibilità alle nostre Regioni, attraverso una gestione decentralizzata della Pac. Per questo – ha concluso De Castro – abbiamo bisogno del vostro aiuto poiché temiamo che il Consiglio europeo potrebbe opporsi alle nostre richieste”.
Fonte: Consiglio europeo Consiglio dell’Unione europea, Paolo De Castro.