La ritenzione di membrane fetali è una condizione molto frequente nelle bovine nel periodo postparto ed è spesso associata a maggiore rischio di metrite puerperale, una patologia responsabile di insufficiente performance riproduttiva. La terapia medica ideale per la ritenzione di membrane fetali dovrebbe essere in grado di prevenire anche l’insorgenza della metrite puerperale. In campo, sono particolarmente utilizzati antibiotici locali o sistemici, specialmente le cefalosporine di terza generazione (ceftiofur) in ragione dell’ampio spettro d’azione e dell’assenza di residui nel latte. Al tempo stesso, questa classe di molecole non sembra facilitare o accelerare il distacco e l’eliminazione delle membrane ritenute.

Tra i concetti su cui si basa la medicina veterinaria tradizionale cinese vi è un principio per cui le malattie del postparto sono spesso causate da stasi ematica e la ritenzione di membrane/metrite puerperale rientrano entrambe nell’insieme delle sindromi causate da disturbi di circolo. Evidenze emerse nel corso di trial clinici suggeriscono che alcuni preparati vegetali hanno effetto benefico sulle malattie uterine nelle bovine da latte, per cui l’obiettivo di questo studio è stato comparare l’effetto della somministrazione orale di un preparato a base di erbe in bovine da latte con ritenzione delle membrane fetali, rispetto all’impiego di una terapia antibiotica.

Il preparato a base di erbe era costituito di una polvere con particelle di dimensioni comprese tra 150 e 180 μm, così composto: Leonurus artemisia (Laur.) S.Y. Hu F, Angelica sinensis (radice), Sparganiumstoloniferum (Graebn.) Buch.-Ham.exJuz (radice), Curcuma zedoaria (Christm.) ROSC (radice), Cyperu srotundus Linn. (radice) e Glycyrrhiza uralensis FISCH (radice).

Gli animali appartenevano a due aziende da latte commerciali situate nel territorio di Lanzhou, Cina; le bovine in lattazione erano stabulate in cuccette con materassini in gomma mentre la zona di asciutta era costituita da lettiera in paglia priva di cuccette. Gli animali erano spostati in asciutta almeno una settimana prima della data prevista per il parto. L’alimentazione era costituita da fieno ad libitum e unifeed composto a sua volta di insilato di mais, farina di mais, orzo e supplemento vitaminico-minerale. Le bovine erano munte tre volte al giorno e la produzione media per lattazione oscillava tra 7200 e 9100 kg. Gli animali inclusi nello studio avevano tra i 3 ed i 7 anni (2-5 lattazioni), presentvano BCS compreso tra 2.5 e 3.5 nel periparto e partorivano tra agosto 2014 e dicembre 2015. La ritenzione di membrane fetali era diagnosticata se l’animale non raggiungeva l’espulsione completa a 12-24 ore dal parto. In caso di condizioni concomitanti (taglio cesareo, dislocazione abomasale, laminite, diarrea acuta postparto o ketosi), sia nel parto relativo al periodo di studio che nel parto precedente, comportavano l’esclusione dei soggetti. Di 141 bovine con parto fisiologico, quelle con marca auricolare a numero pari erano incluse nel gruppo trattamento (preparato in polvere di erbe) mentre quelle con numero dispari al controllo (cefalosporina). Delle 9 bovine con parto gemellare e 22 con parto distocico circa la metà era distribuita nell’uno o nell’altro gruppo seguendo una procedura randomizzata. Alla fine dello studio, 85 animali appartenevano al gruppo “erbe” e 72 al gruppo “controllo”. Nessun animale è stato assegnato ad un terzo gruppo “nessun trattamento” per motivi etici. Il giorno della diagnosi di ritenzione di membrane fetali era considerato il giorno 0 e coincideva anche con il primo giorno di terapia. Questa consisteva nella somministrazione di una dose orale di 300 g di polvere delle erbe prima citate (0.5 g per Kg di peso vivo), diluite in 5 L di acqua calda (circa 36°C) e somministrata tramite sonda esofagea una volta al giorno per 1-3 giorni. Il gruppo controllo riceveva 2.2 mg di ceftiofur per Kg di peso vivo due volte al giorno per tre giorni consecutivi. In nessun caso si procedeva con l’estrazione manuale delle membrane ritenute. La presenza di metrite puerperale, diagnosticata dal veterinario responsabile dell’azienda, seguiva i criteri dettati da Sheldon (2006): presenza di utero flaccido alla palpazione transrettale, localizzato in addome e non mobile, temperatura rettale oltre i 39.5°C, scolo vaginale acquoso, purulento e di odore fetido, entro i 21 giorni dal parto. In entrambi i gruppi, le bovine che sviluppavano metrite puerperale erano trattate sistemicamente con ceftiofur, FANS e supplemento di calcio, in accordo con i protocolli stabiliti nell’azienda per le bovine nel postparto. Per constatare l’efficacia del trattamento si verificava l’espulsione o meno delle seconde entro le 72 ore dal primo trattamento ed in secondo luogo la percentuale di bovine con ritenzione che successivamente andava incontro a metrite puerperale. I dati erano analizzati con il software SPSS statistics.

Nel gruppo “erbe”, 73 bovine su 85 eliminavano le seconde entro le 72 ore dal primo trattamento, mentre nessuno dei controlli raggiungeva il medesimo risultato. Si suppone che Leonurus artemisia sia in grado di modulare la contrattilità uterina e di coadiuvare la microcircolazione, mentre Sparganiumstoloniferum (Graebn.), Buch.-Ham.exJuz, Curcuma zedoaria (Christm.) ROSC, Angelica sinensis (OLIV.) DIELS e Ligusticum chuanxiong HORT sono tradizionalmente impiegate per rimuovere la stasi ematica e riattivare la circolazione: è possibile che nelle bovine oggetto di studio ciò abbia permesso di completare il distacco delle componenti materne e fetali della placenta. Infine, Glycyrrhiza uralensis FISCH  secondo la medicina veterinaria tradizionale cinese, ha azione immunomodulatrice, antinfiammatoria ed antiossidante.

In questo trial 50 bovine su 73 eliminavano completamente le membrane ritenute dopo un solo trattamento con il preparato a base di erbe. Sebbene la terapia con ceftiofur sia raccomandata, non sembra tuttavia in grado di influenzare la separazione dell’unità feto-materna. L’azione antimicrobica riduce la putrefazione delle membrane fetali ed è efficace nel prevenire la successiva contaminazione dell’utero e la metrite puerperale. In questo studio la regressione logistica indicava come la somministrazione orale del preparato a base di erbe tendeva a risultati clinici migliori tanto nella terapia della ritenzione, quanto nella prevenzione delle successive metriti (metriti: 8.2% nel gruppo “erbe” vs. 11.1% nel gruppo “controllo”, P = 0.057). L’eliminazione più rapida delle membrane fetali ed il recupero più veloce dalla contaminazione batterica potrebbero contribuire al miglioramento dell’ambiente uterino e alla diminuzione del rischio di metrite puerperale nelle bovine con ritenzione trattate con il preparato di erbe. In più, questo gruppo di animali ha avuto minore necessità del trattamento addizionale con antibiotico previsto in caso di metrite puerperale (8.2% vs. 26.4%, P = 0.003). Questo dato è particolarmente interessante, vista la preoccupazione crescente da parte dei consumatori per l’impiego di antimicrobici in animali produttori di derrate alimentari. Da un punto di vista clinico, il preparato sperimentato in questo studio potrebbe avere un buon potenziale per il trattamento degli animali con ritenzione di membrane fetali.

 

Treatment of the retained placenta in dairy cows: comparison of a systematic antibiosis with an oral administered herbal powder based on traditional Chinese veterinary medicine

Cui D. et al.

Livestock Science 196 (2017) 55-60

DOI: dx.doi.org/10.1016/j.livsci.2016.12.008