Molte istituzioni, sia dell’UE che degli Stati membri, rilevano che la prima causa di spreco alimentare sta nella confusione da parte del consumatore rispetto alle indicazioni sul termine di conservazione degli alimenti. La dicitura da consumare entro” individua come termine perentorio per il consumo dell’alimento quello riportato con la data in etichetta: oltre tale data, l’alimento rappresenta un rischio di sicurezza alimentare. L’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro”, invece, individua il cosiddetto termine minimo di conservazione, ovvero quella data entro la quale l’alimento conserva le sue caratteristiche qualitative ed oltre la quale l’alimento può essere consumato pur entrando in un periodo di decadimento qualitativo. Tali indicazioni vengono riportate dall’operatore del settore alimentare sulla base di una valutazione condotta sul prodotto. Tuttavia, tali indicazioni sembrano creare una certa confusione nel consumatore. 

Andiamo a scoprire quali sono i progetti della Commissione europea a tal proposito con due diverse interrogazioni parlamentari, alle quali risponde la Commissione europea: quest’ultima ha iniziato già a lavorare su questo aspetto ed il primo feedback è arrivato qualche giorno fa con il documento dell’EFSA disponibile in questo articolo.

Oggetto: lotta allo spreco alimentare legato alle date di scadenza

Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 138 del Regolamento
Joëlle Mélin (ID)
27 ottobre 2020

Il Reg. (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori stabilisce che gli alimenti preimballati devono avere un’etichetta che indichi il termine minimo di conservazione o la data di scadenza e i dettagli delle condizioni di conservazione per il prodotto specifico in questione. Ad esempio, nel caso di alimenti altamente deperibili e suscettibili di costituire un pericolo immediato per la salute umana, le indicazioni “da consumarsi preferibilmente entro” dovrebbero essere sostituite da diciture come “da consumare entro” ed è responsabilità del produttore decidere quali utilizzare e specificare la durata di conservazione del prodotto.

Il nocciolo della questione è che qualsiasi prodotto oltre la sua data di “scadenza” non dovrebbe essere consumato, ma quelli che hanno superato la data di “consumazione preferenziale” possono comunque essere tranquillamente mangiati. Tuttavia, queste etichette creano confusione per i consumatori e sono la causa del 10% degli sprechi alimentari in Europa.

Nel 2015, la Commissione ha dichiarato di voler esplorare modi per promuovere una migliore comprensione dell’indicazione della data sugli alimenti.

Può la Commissione quindi chiarire la sua posizione in merito e quali proposte presenterà per chiarire la marcatura della data e contrastare lo spreco alimentare?

Oggetto: Informazioni ai consumatori sui prodotti alimentari

Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 138 del Regolamento
Claude Gruffat (Verts/ALE)

18 novembre 2020

Un gran numero di consumatori ha difficoltà a comprendere i termini di conservazione riportate sugli alimenti confezionati che acquistano. Questa mancanza di comprensione è alla base di grandi quantità di sprechi alimentari. Nel suo parere del 2015 sulla definizione di prodotti alimentari deperibili e altamente deperibili, l’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e la sicurezza sul lavoro (ANSES) aveva già indicato tali indicazioni per il consumo come come la principale causa di spreco alimentare da parte dei consumatori. Un gran numero di prodotti alimentari vengono gettati via mentre possono ancora essere consumati in sicurezza senza alcun pericolo per la salute.

La Commissione ha affermato in più occasioni di voler affrontare il problema dello spreco alimentare. Perché allora non ha ancora proposto modifiche al regolamento (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori?

Risposta data dalla sig.ra Kyriakides a nome della Commissione europea (23 dicembre 2020)

In collaborazione con la piattaforma dell’UE sulle perdite e gli sprechi alimentari, la Commissione sta riflettendo sulle possibili opzioni future per quanto riguarda la marcatura della data e la prevenzione dello spreco alimentare.

La strategia Farm to Fork, adottata dalla Commissione il 20 maggio 2020, sottolinea che il malinteso e l’uso improprio delle indicazioni “da consumare entro” e “da consumare preferibilmente entro” porta a sprechi alimentari e annuncia che la Commissione rivedrà le norme dell’UE per tali diciture. La Commissione intende presentare la sua proposta sulla revisione di queste regole entro la fine del 2022.

In anticipo, la Commissione effettuerà una valutazione d’impatto e una consultazione pubblica nonché condurrà ricerche sui consumatori a sostegno della sua proposta. I risultati aiuteranno a comprendere meglio come i consumatori percepiscono e utilizzano la marcatura della data e ad identificare nuovi modi di esprimere l’indicazione della data (ad esempio in termini di terminologia, formato, presentazione visiva) che soddisfano le esigenze di informazione dei consumatori in merito alla sicurezza e alla qualità degli alimenti, riducendo al minimo lo spreco alimentare.

Inoltre, al fine di sostenere la coerenza delle pratiche di indicazione dei termini di conservazione, la Commissione ha chiesto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare di fornire un parere scientifico e sviluppare un approccio basato sul rischio che deve essere seguito dagli operatori del settore alimentare. Il primo parere, adottato lo scorso ottobre, riguarda i fattori che dovrebbero guidare gli operatori del settore alimentare nel decidere tra le diciture “da consumarsi entro” o “da consumarsi preferibilmente entro” e la fissazione della durata di conservazione. Il secondo parere riguarda altri aspetti relativi alle informazioni sugli alimenti (come le istruzioni per l’uso dopo l’apertura della confezione oi consigli per lo scongelamento per i consumatori) e sarà adottato entro marzo 2021.

 

Fonte: Parlamento Europeo