Sono 320milioni di euro i fondi europei che arriveranno alla Sicilia con l’effetto del trascinamento del “Regime transitorio” all’ agricoltura siciliana. Somme indispensabili che a causa del notevole ritardo protratto a causa del concitato dibattito sul Fondo per la ripresa, che doveva entrare in vigore almeno per una parte dal 1 gennaio 2021 e la pandemia in atto, la Commissione ha proposto un regime transitorio per tutti gli strumenti della PAC: pagamenti diretti, Ocm e politico di sviluppo rurale.

Tale decisione proroga gli attuali Psr 2014-2020 sino al 31 dicembre 2022, con finanziamenti della nuova programmazione, in sintesi ci saranno due anni in più, sia per gli impegni di spesa (2020 – 2021) sia per l’erogazione delle spese (dal 31 dic. 2023 al 31 dic. 2025).

Pare che la quota disponibile per l’agricoltura siciliana sia di circa 320 milioni all’anno per il 2021 e per il 2022. La Politica Agricola Europea entra nel nuovo tunnel del Green New Deal (Nuova percorso verde) e dalla strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork), con due obiettivi ben definiti:

1) Costruire una filiera alimentare che funziona per i consumatori, i produttori, il clima e l’ambiente

  • Garantire la sostenibilità della produzione alimentare.
  • Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare.
  • Stimolare pratiche sostenibili nei settori della trasformazione alimentare, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, alberghiero e dei servizi di ristorazione.
  • Promuovere un consumo alimentare sostenibile e agevolare il passaggio a regimi alimentari sani e sostenibili.
  • Ridurre le perdite e gli sprechi alimentare.
  • Combattere le frodi alimentari lungo la filiera alimentare.

2) Favorire la transizione ecologica – Ricerca, innovazione, tecnologia e investimenti

  • Servizi di consulenza, condivisione di dati e conoscenze, competenze.

Per quanto riguarda l’estensione e le modifiche dei Programmi di Sviluppo Rurale, gli elementi di raccordo tra Parlamento e Consiglio Europeo, prevedono:

  • Estensione obbligatoria della corrente programmazione di due anni a tutti gli Stati membri (passando quindi dal 2014-2020 al 2014-2022) con il conseguente slittamento dell’entrata in vigore del Piano strategico della PAC al 1 gennaio 2023 e con l’applicazione della regola n+3;
  • le modifiche del PSR dovranno garantire che almeno il 30 % sia destinato agli investimenti in materia di clima e ambiente.

Alla luce di questi elementi il Dipartimento ha deciso di finanziare:

  • Misura 10.1 B – Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali;
  • Metodi di gestione delle aziende eco-sostenibili con tutte le richieste 80 milioni di euro, 2924 aziende, 56.366 Ha;
  • Misura 5.2 – Ripristino degli agrumeti danneggiati dalla Tristezza e il Malsecco degli Agrumi per 25 milioni di euro (1600 Ha);
  • Misura 6.1 – Giovani agricoltori con altri 50 milioni di euro (250 giovani);
  • Misura 4.1 – Investimenti nelle aziende agricole con altri 50 milioni di euro (300 aziende).
  • Misura 4.3 – Viabilità rurale con altri 70 milioni di euro (100 strade);
  • Misura 14 – PSR Igiene e benessere animale (20 milioni di €);
  • Misure agroecologiche (4.4 B,C,D) es. paesaggio noccioleto dei Nebrodi (25 milioni di €);
  • Progetti integrati di filiera del florovivaismo (15 milioni di €).

I nuovi bandi saranno emessi con decorrenza 2021

 

Fonte: Sicilia Agricoltura