La Regione Campania ha approvato un Piano da 604 milioni per affrontare l’emergenza socio-economica causata dal coronavirus, destinando al settore bufalino un sostegno da 19 milioni di euro.

L’emergenza sanitaria ed economica causata dalla pandemia Covid-19 sta avendo un forte impatto anche sulla filiera bufalina, soprattutto a causa del fermo di alcuni canali distributivi.

Tra le prime azioni messe in campo per sostenere la produzione e la commercializzazione c’è stata la richiesta da parte del Consorzio per la Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, approvata in seguito dal Mipaaf, di una modifica temporanea di alcune parti del disciplinare produttivo per consentire una deroga rispetto alla lavorazione del latte di bufala fresco entro le 60 ore dalla mungitura e la possibilità di congelare il latte che altrimenti non sarebbe stato possibile trasformare in Mozzarella di Bufala Campana Dop, previa autorizzazione da parte dell’organismo di controllo e a determinate condizioni.

A questa modifica si è aggiunto un Decreto del Mipaaf, approvato nella seduta del 31 marzo in Conferenza Stato Regioni, che ha stanziato due milioni di euro per il 2020 per le imprese di trasformazione del latte bufalino, a cui è riconosciuto un aiuto pari a 10 centesimi di euro per ogni litro di latte di bufala fresco acquistato senza disdette o sconti sul prezzo, ovvero acquistato alle condizioni di mercato o contrattuali presenti prima del 1° marzo 2020, che sia successivamente congelato ed utilizzato per la produzione di prodotti DOP.

A queste azioni si è affiancato, per la Campania, un intervento della Regione.

La Giunta Regionale, nella riunione del 7 aprile, ha infatti approvato il Piano Socio-Economico della Regione Campania, stanziando 604 milioni. Nel Piano, 29 milioni vengono destinati a misure di sostegno per specifici comparti dell’agricoltura, ovvero il comparto bufalino e quello florovivaistico.

In particolare, gli interventi per il settore bufalino prevedono uno stanziamento di 19 milioni di euro, destinati a due azioni specifiche:

  1. Intervento finalizzato all’aumento della liquidità delle aziende bufaline, mediante la concessione di contributi per l’adozione di misure di piani di biosicurezza aziendali, per quelle imprese che hanno partecipato al piano del governo di eradicazione brucellosi.
    (TEMPI: Avviso pubblico per concessione dei contributi. RISORSE FINANZIARIE: € 9.000.000)
  2. Contributi per il superamento della crisi causata dalla forte riduzione di richiesta del mercato dovuta al COVID 19, finalizzati alla compensazione dei costi derivanti dall’impiego di latte nella razione alimentare, riconoscendo a ciascun operatore un rimborso sui costi di produzione di 1 euro a litro di latte, nel limite massimo di spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2020. In particolare, l’utilizzo del latte nella razione alimentare verrà autorizzato al massimo per 60 giorni e per un quantitativo non superiore al 30% della effettiva produzione dell’analogo periodo del 2019. Ciò avverrà sulla base dei controlli effettuati dai servizi veterinari territoriali e dall’Istituto zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, con il supporto dei dati registrati sulla piattaforma della tracciabilità bufalina. (TEMPI: 15 giorni tramite Avviso Pubblico per concessione di contributi. RISORSE FINANZIARIE: € 10.000.000)

Il documento integrale del Piano Socio-Economico della Regione Campania è disponibile qui.

Anche la Regione Lazio aveva approvato negli scorsi giorni una delibera di prime misure urgenti a favore dei sistemi florovivaistico e lattiero-caseario, destinando 5 milioni di euro alla produzione del latte bovino e bufalino. Secondo le misure adottate, ogni azienda agricola potrà ricevere, in regime de minimis, un importo che sarà determinato in modo proporzionale al fatturato dell’annualità precedente, nel caso delle aziende florovivaistiche, e del numero di capi allevati, per il comparto del latte, sino a un massimo possibile di 5.000 euro.