Negli ultimi anni l’interesse dell’Opinione Pubblica per il benessere degli animali allevati nelle aziende zootecniche è andato crescendo. La maggior parte della preoccupazione dei cittadini è rivolta verso le pratiche ritenute causa di dolore quali il taglio del becco nei volatili, la decornazione dei vitelli, il taglio dei denti, della coda e la castrazione nei suinetti, oppure verso la restrizione della possibilità di movimento (gabbie parto per le scrofe) e di espressione del comportamento naturale (pascolo per i bovini).
Gli operatori del settore zootecnico ribattono spesso che chi esprime giudizi sulle pratiche d’allevamento spesso manca delle nozioni necessarie; probabilmente sarebbe utile diffondere la consapevolezza della realtà allevatoriale e creare una conoscenza condivisa circa la gestione di una azienda zootecnica ed il benessere animale.
Uno dei temi sollevati di recente riguarda la separazione del vitello dalla propria madre immediatamente o poco dopo la nascita. I sostenitori di questo tipo di gestione affermano che ciò permette di allontanare il neonato prima che si instauri un legame con la madre, riducendo lo stress che si osserverebbe invece in caso di separazione più tardiva ed alcuni studi in merito confermano tale ipotesi. Separare precocemente madre e vitello, inoltre, migliora la gestione della colostratura, dell’assunzione di sostituti del latte, diminuisce la probabilità di trasmissione di patogeni (paratubercolosi) e permette di indirizzare una maggior quota della produzione lattea alla commercializzazione. Infine, l’organizzazione strutturale di molte delle attuali stalle non permette una facile gestione della coppia madre-vitello. Tra le argomentazioni a favore di una separazione più tardiva vi sono la possibilità di esprimere un comportamento più naturale (relazione madre-vitello), maggiore incremento ponderale ed assunzione di alimento nel redo, diminuzione dell’incidenza di diarrea neonatale, miglioramento della salute uterina e della mammella nelle future vacche.
Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni studi per analizzare il parere dei cittadini circa la gestione dell’allevamento delle bovine da latte. Questi lavori però prendevano in considerazione l’accettabilità o meno, per il campione selezionato, dell’allevamento nella sua totalità, senza distinguere le diverse pratiche di gestione esistenti. In questo lavoro, invece, è stata considerata la separazione della madre e del vitello come tema centrale; in particolare l’indagine è stata costruita attorno ai seguenti interrogativi: 1) secondo i cittadini, quale sarebbe il periodo idoneo per allontanare il vitello dalla propria madre? 2) i partecipanti al questionario possono essere suddivisi in sottogruppi in base alla propria opinione circa la separazione del vitello dalla madre e se sì, in base a quali variabili può essere effettuata tale categorizzazione? 3) fornire informazioni ai cittadini circa la questione della separazione del vitello dalla madre genera un cambiamento di opinione?
I risultati potrebbero rivelarsi utili per chi lavora nelle aziende zootecniche e per coloro che legiferano, al fine di promuovere lo sviluppo di pratiche allevatoriali accettabili e sostenibili.
American and German attitudes towards cow-calf separation on dairy farms
Busch G. et al.
Plos One, March 16, 2017