“Mi impegno solennemente per dire che Regione Lombardia fara’ la propria parte, attraverso un finanziamento con fondi della fiscalita’ generale: metteremo a disposizione del sistema allevatori 2 milioni di euro, attraverso un accordo nelle prossime settimane”.
Lo ha annunciato questa mattina l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, intervenendo a Ca’ degli Alemanni di Malagnino (Cremona), per la presentazione della ricerca di Flai Cgil e Ires su “Il latte italiano: produzione e zootecnia; scenari evolutivi, criticita’, politiche”.
RISORSE DAL PON, MINISTERO DIA RISPOSTE SUI 200 MILIONI – “Tuttavia chiediamo che il ministero delle Politiche agricole ci dica se intende sbloccare i 200 milioni di euro che tiene fermi sul Pon per la biodiversita’ e con quali modalita’ pensa di distribuirli; questo perche’ temiamo che i fondi annunciati dal Mipaaf di 22,5 milioni di euro non basteranno per nulla a garantire la sopravvivenza del sistema allevatoriale”, prosegue Fava, ripercorrendo l’intera vicenda che ha innescato la crisi dell’Associazione italiana allevatori. “Regione Lombardia ha messo a disposizione, attraverso una misura del Psr legata alla consulenza, 42 milioni di euro che l’Unione europea ha bloccato, perche’ attendiamo ancora che il Mipaaf ci mandi l’elenco e le modalita’ di iscrizione dei soggetti beneficiari, senza i quali Bruxelles non autorizza il bando”, spiega Fava.
VENTIDUE MILIONI NON BASTANO – In tutto questo, nella gestione dei fondi per il sistema allevatoriale, i controlli funzionali e la ricerca genetica, l’assessore lombardo ricorda che “dalla sera alla mattina, quest’anno, sono spariti 15 milioni di euro, con una beffa per le Regioni, che per quattro mesi hanno discusso su un progetto di 22,5 milioni di euro, che invece non c’erano piu'”. Un’operazione che Fava stigmatizza, “gestita in maniera inquietante dal coordinatore della Commissione politiche agricole in Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia. In questi giorni ho sentito un coro di giubilo, perche’ sono stati trovati 15 milioni di euro, che erano stati tolti non si sa se all’insaputa o meno del ministro Martina. In ogni caso, oggi siamo da capo, perche’ con 22 milioni di euro il sistema allevatoriale non regge. Tanto meno se la ripartizione dei fondi non rispecchiera’ la vera distribuzione territoriale degli animali”.
LATTE, SERVONO AZIONI PER RILANCIO – Regione Lombardia, in ogni caso, anche nel 2017 interverra’ a sostegno del sistema allevatoriale, “nonostante non ne abbia piu’ titolo per farlo, data la centralizzazione dei fondi e delle competenze – ribadisce Fava -. Ma sara’ l’ultima volta, a meno che non ci sia un progetto concreto per riportare tali struttura all’efficienza”. Commentando la situazione positiva di mercato del latte, l’assessore Fava ha invitato la filiera a studiare azioni per il rilancio, “concentrando l’offerta e creando una migliore organizzazione delle aziende, anche attraverso le misure di sostengo pubblico dello Sviluppo rurale. Risorse che con la prossima programmazione della Pac potrebbero non essere piu’ disponibili nella modalita’ del fondo perduto, col rischio che vi siano dei contraccolpi anche nelle prospettive del lavoro”.
Fonte: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome