La ragionevolezza avrebbe suggerito di lasciar perdere e di saltare l’edizione 2020 delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, rimandando l’appuntamento al 2021 nella speranza che per allora il SARS-CoV-2 si sarà stancato di dimostrare all’umanità quanto essa sia fragile e quanto lui sia forte, o che la scienza avrà trovato un vaccino efficace e disponibile per tutti. Ma della tenacia della Fiera di Cremona ne abbiamo già parlato anche in questa intervista.

Si sa che chi è coinvolto nella produzione primaria del cibo per l’uomo dà alla passone, nel bene e nel male, ogni priorità.

Il 25 Novembre 2020 Cremona Fiere, in una conferenza stampa aperta a tutti, ha voluto presentare l’edizione 2020 delle Fiere Zootecniche proiettando un video e raccogliendo le testimonianze di Roberto Biloni, Massimo De Bellis, Teresa Bellanova, Filippo Gallinella, Fabio Rolfi, Daniele Mezzogori, Luca Quaini e del sottoscritto. L’evento è stato simpaticamente e sapientemente condotto da Claudia Tamiro.

Personalmente ritengo che il format classico delle fiere, specialmente quelle agricole e zootecniche, fosse comunque “invecchiato” e che la pandemia di COVID-19 non abbia fatto che imporre a tutti di riscrivere la mission e il layout di queste manifestazioni accettando anche la contaminazione del digitale, cosa che la nostra rivista Ruminantia aveva già sperimentato nelle ultime due edizioni della Fiera.

Ci ha colpito la serenità e la lucidità di tutti gli interventi ma soprattutto il finale altamente simbolico del video proiettato in apertura in cui un allevatore passeggia con la sua vacca nelle vie del centro storico di Cremona, solitamente frequentate da gente lontana fisicamente e culturalmente dalla campagna. In questa immagine ci è sembrato di cogliere, senza essere blasfemi, il messaggio racchiuso nell’antico detto “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”, a simbolaggiare il fatto che sarà la stessa vacca, ossia direttamente gli allevatori, a dovere aprire un nuovo tipo di dialogo con il consumatore.

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In quel “laboratorio del nuovo” in cui la Fiera di Cremona si sta trasformando, ci sta che si sperimentino forme nuove tra digitale e analogico da cui possa nascere un modo innovativo di far incontrare gli allevatori, i consumatori e tutti gli anelli della filiera in una nuova Torre di Babele dove, al contrario, tutti imparino a parlare la stessa lingua perché i loro interessi coincidono.

Una fiera serve anche e soprattutto da “scaffale” dove esporre il nostro saper fare a tutti, senza confini geografici, razziali e culturali.

Questa breve introduzione alla registrazione integrale della conferenza stampa citata ha anche la volontà di stringersi intorno al “laboratorio del nuovo” della Fiera di Cremona, per apportare idee nuove su cui costruire il futuro del latte italiano e partecipare con voglia e passione agli eventi programmati.

Bello e condivisibile l’hashtag (che è anche un payoff) #lazootecnianonsiferma.

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Per assistere ai convegni e seminari in programma per questa nuova edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona è stata attivata una piattaforma apposita a cui sarà possibile collegarsi dal 2 dicembre e nella quale apparirà un calendario contenente tutti gli eventi in streaming della manifestazione. Per partecipare basterà cliccare sul convegno d’interesse.

Il calendario dettagliato degli eventi è già consultabile a questo link.