Il commento della Piattaforma europea per l’uso responsabile dei medicinali negli animali (EPRUMA) sui nuovi obiettivi dell’UE riguardanti l’uso degli antibiotici veterinari.
La strategia UE Farm to Fork pubblicata a maggio stabilisce proposte di revisione legislativa e obiettivi per garantire una transizione in Europa verso un sistema alimentare più sostenibile. La Piattaforma europea per l’uso responsabile dei medicinali negli animali (EPRUMA) accoglie con favore questa ambizione e sottolinea che il settore zootecnico ha già compiuto notevoli progressi nel suo lavoro verso l’obiettivo dell’uso di antimicrobici delineato dalla strategia. Secondo EPRUMA mirare a una riduzione del 50% delle vendite di antimicrobici entro il 2030 è un’aspirazione meritevole, ma visto che le vendite di antimicrobici per uso animale in Europa sono state già ridotte di un terzo negli ultimi 10 anni, dubitano fortemente della capacità di raggiungere questo obiettivo senza un impatto gravemente negativo sul benessere degli animali.
La Piattaforma insiste quindi sui principi ampiamente accettati del “prevenire è meglio che curare” e “il meno possibile, non più del necessario”. Pertanto, i membri di EPRUMA stabiliscono che l’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre la necessità di utilizzare antibiotici, nonché di ridurre la resistenza-antimicrobica. Proteggere la salute degli animali con altri mezzi e utilizzare gli antibiotici solo quando necessario, è il modo migliore per ridurre la necessità di trattamenti antibiotici.
Sono già stati compiuti notevoli progressi nel settore degli animali, come recentemente sottolineato nella relazione della Corte dei conti europea del 2019 sull’AMR. Inoltre, il rapporto ESVAC dell’Agenzia europea per i medicinali sulle vendite di antibiotici veterinari in Europa, che è giunto al suo decimo anno, mostra un calo del 32,5% nelle vendite nei 25 paesi che hanno fornito dati per tutti gli anni tra il 2011 e il 2017.
La recente raccomandazione politica che richiede un ulteriore 50% di riduzione dell’uso di antibiotici negli animali, che si somma alla riduzione del 32,5% già avvenuta, potrebbe, secondo i membri della Piattaforma, comportare gravi conseguenze per la salute e il benessere degli animali e mettere in pericolo la sicurezza alimentare.
Considerando che l’anno di riferimento del 2017 è stato indicato come punto di partenza per questo obiettivo di riduzione, i membri dell’EPRUMA ritengono che la riduzione complessiva delle vendite di antibiotici dovrebbe essere calcolata dall’inizio degli sforzi dell’Europa, per includere i progressi compiuti finora e raggiungere un obiettivo realistico e realizzabile. Ritengono quindi che l’Europa debba puntare ad un uso oculato degli antibiotici veterinari, in linea con i principi sull’uso responsabile e le norme stabilite nei regolamenti del 2019 sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati.
Nessuno obietterebbe sul fatto che gli animali sono esseri senzienti che meritano un trattamento quando soffrono di malattie infettive curabili. L’incapacità di trattare un’infezione ha gravi implicazioni per la salute e il benessere degli animali e anche per la salute pubblica. Se una malattia batterica non può essere curata negli animali, i batteri che la cusano possono diffondersi costituendo un rischio molto significativo di ulteriori infezioni dovute al contatto con animali e/o persone, nonché potenzialmente per la sicurezza alimentare. La Piattaforma ricorda inoltre che non esiste ancora un prodotto che possa sostituire gli antibiotici in termini di capacità di trattare le malattie batteriche.
Garantendo una buona salute e benessere degli animali attraverso migliori condizioni di stabulazione, una migliore gestione, una corretta alimentazione, l’uso razionale di vaccinazioni e medicinali (compresi gli antibiotici quando necessario), i veterinari e gli allevatori europei possono realizzare allevamenti veramente sostenibili che garantiscano la salute e il benessere degli animali e la sicurezza alimentare.
EPRUMA sottolinea tuttavia che la riduzione dell’uso di antibiotici negli animali non contribuirà in modo sufficiente alla sfida dell’antibiotico-resistenza, e non avrà un grande impatto sulla riduzione delle 33.000 morti umane stimate nell’UE ogni anno. Come hanno affermato numerosi organismi e autorità scientifici, circa il 75% del carico totale di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici nei paesi dell’UE e del SEE è associato a pazienti umani e assistenza sanitaria. Il settore animale riconosce che l’accesso a un trattamento adeguato sia per l’uomo che per gli animali fondamentale. Pertanto, si impegna a continuare il suo percorso di successo verso un uso responsabile.
I membri di EPRUMA guardano ora alla nuova politica agricola comune per garantire l’accesso agli strumenti e alle misure necessarie per sostenere e incentivare una migliore gestione della salute degli animali, attraverso una migliore prevenzione delle malattie e garanzia del benessere degli animali, portando così a una ridotta necessità di utilizzo degli antibiotici negli allevamenti. EPRUMA è pronto a supportare gli Stati membri nella revisione della strategia e per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi in base alle loro pratiche agricole specifiche e allo stato di salute degli animali.
Fonte: EPRUMA