Il mese di febbraio del 2020 ha portato con sè una serie di sfide per il commercio agroalimentare, tra cui la pandemia Covid-19, i dazi statunitensi e il ritiro del Regno Unito dall’UE. In questa situazione, il valore mensile del commercio agroalimentare dell’UE-27 (esportazioni + importazioni) ha raggiunto i 24,9 miliardi di euro; vale a dire il 3% in più rispetto a febbraio 2019. Le esportazioni agroalimentari hanno mantenuto un valore simile a quello del mese precedente ma sono aumentate del 4,6% rispetto a febbraio 2019, raggiungendo i 15,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece le importazioni nell’UE-27, sono tornate ad avere una tendenza al ribasso raggiungendo i 9,8 miliardi di euro, pur rimanendo superiori dello 0,7% rispetto al livello di febbraio 2019.
Nonostante le sfide, alcuni prodotti e paesi hanno registrato una crescita dei valori commerciali, come indicato nella relazione commerciale mensile per febbraio 2020, pubblicata il 4 giugno dalla Commissione europea.
L’epidemia COVID-19 non sembra aver influito sulle esportazioni agro-alimentari dell’UE in Cina, poiché i valori mensili sono aumentati di 291 milioni di euro rispetto a febbraio 2019. La crescita è stata in gran parte guidata dalle esportazioni di carne suina, alimenti per l’infanzia, frattaglie, carne, grano e cereali secondari. Sono stati registrati aumenti anche per l’Algeria (+ 110 milioni di euro), l’Arabia Saudita (+ 84 milioni di euro) e il Giappone (+ 69 milioni di euro).
Nel primo mese del periodo di transizione della Brexit, il valore delle esportazioni dell’UE verso il Regno Unito è diminuito di 364 milioni di euro, nonostante questo sia ancora sottoposto alle condizioni del mercato unico. La riduzione potrebbe essere correlata a esportazioni più elevate del solito nei primi mesi del 2019, nonché a un rallentamento dell’economia del Regno Unito causata dai negoziati con l’UE. Mentre la riduzione delle esportazioni nel Regno Unito sembra aver influenzato la maggior parte dei prodotti agroalimentari, le categorie come sigari e sigarette (-61%), vino e vermouth, preparazioni di frutta e verdura, formaggio, liquori e bevande spiritose sono diminuite maggiormente in termini di valore.
Negli Stati Uniti, i dazi su prodotti dell’UE come vino, formaggio e olio d’oliva hanno contribuito ad una riduzione dei valori delle esportazioni agroalimentari di 66 milioni di euro.
Sono stati registrati cali anche per Hong Kong (in calo di 48 milioni di euro) e il Libano (in calo di 36 milioni di euro).
Una crescita nel consumo di fave di cacao nell’UE ha provocato un aumento del valore mensile delle importazioni di prodotti dalla Costa d’Avorio (una crescita di 82 milioni di euro). Sono stati registrati aumenti anche per il Canada (+ 74 milioni di euro) e l’Indonesia ( + 60 milioni di euro). Tuttavia, il valore delle importazioni dal Regno Unito è diminuito di 113 milioni di euro e sono stati registrati cali anche per l’Argentina (in calo di 62 milioni di euro) e gli Stati Uniti (in calo di 55 milioni di euro).
In termini di materie prime, la maggior parte dei prodotti agroalimentari dell’UE ha registrato un calo dei valori delle esportazioni mensili rispetto a febbraio 2019. I cali più importanti si sono verificati per vino (una diminuzione di 142 milioni di €), cuoi e pelli gregge (in calo di 34 milioni di € ), liquori e bevande spiritose (32 milioni di euro in meno), cotone (calo di 31 milioni di euro) e barbabietola e canna da zucchero (in calo di 31 milioni di euro). Tuttavia, il valore delle esportazioni di alcuni prodotti è aumentato, come la carne suina (con un aumento di 278 milioni di €), il grano (con un aumento di 228 milioni di €) e i cereali secondari (in aumento di 145 milioni di €).
Un piccolo numero di prodotti ha visto un aumento dei valori delle importazioni mensili, tra cui oli vegetali (un salto di 138 milioni di euro), frutta tropicale fresca e secca (in aumento di 98 milioni di euro) e semi oleosi (diversi dai semi di soia) (un aumento di 69 milioni di euro). Tra i prodotti i cui valori di importazione sono diminuiti, si sono registrati i maggiori decrementi per i panelli (con un calo di 219 milioni di euro), i cereali secondari (con un calo di 107 milioni di euro) e il grano (con un calo di 83 milioni di euro).

Clicca qui per scaricare il report completo: Monitoring EU agri-food trade: developments until February 2020
Fonte: Commissione europea