Riportiamo il testo di una nota diffusa dalla Confederazione Nazionale Coldiretti che riassume le azioni intraprese per fronteggiare la crisi in corso per quanto riguarda il prezzo del latte e che propone una serie di azioni che gli allevatori possono intraprendere al fine di contenere la produzione, evitando diminuzioni di prezzo.

“Desideriamo informarvi che:

  • stiamo facendo tutto il possibile per garantire la tenuta del livello di prezzo del latte facendo appello alla GDO affinché, con senso di responsabilità, scelga prodotti lattiero-caseari italiani, all’industria casearia italiana affinché ritiri solo latte nazionale, alle Istituzioni (Ismea ed AGEA) per aprire tutti i canali possibili per smaltire le produzioni (ritiro per indigenti ed altro);
  • con il Mipaaf abbiamo elaborato un piano integrato per affrontare questa emergenza e, inoltre, nelle prossime settimane, una campagna di promozione che andrà anche sui mercati esteri tenuto conto che l’agroalimentare è centrale per la nostra economia;
  • stiamo lavorando con il governo perché si trovino gli strumenti atti a rifondere gli eventuali danni causati dalla situazione di emergenza, una volta usciti dalla crisi in corso;
  • abbiamo lavorato affinché, anche nel DPCM di ieri 11 marzo, venissero garantite le attività agricole, zootecniche e di tutta la filiera ad esse collegata.

Nonostante i nostri sforzi, riteniamo sia doveroso mettere in atto dei comportamenti virtuosi che permettano ai nostri allevatori di continuare a produrre evitando però, in questa fase contingente e provvisoria, di immettere sul mercato quantità di prodotto in eccesso.

A tal fine, di seguito vengono elencate una serie di azioni tecnicamente ragionevoli e di facile applicabilità in questa fase di emergenza, utili a contenere senza impatti negativi la capacità produttiva delle nostre stalle nel rispetto come sempre del benessere degli animali. Questi comportamenti, se attuati, potranno determinare ad un contenimento della produzione (di circa il 3%), evitando diminuzioni del prezzo del latte:

  1. aumentare la quota di foraggi nelle razioni;
  2. rimodulare la somministrazione di concentrati nelle vacche a medio-avanzato stadio di lattazione;
  3. anticipare (di non più di 10 giorni) l’asciutta delle vacche a fine lattazione;
  4. ridurre il numero delle mungiture delle vacche a fine lattazione, e nel caso di robot, limitare a 2 le mungiture della mandria;
  5. anticipare l’uscita degli animali già destinati alla riforma;
  6. sostituire il latte in polvere destinato all’alimentazione dei vitelli con latte munto.

Infine, ricordiamo che deve essere riservata la massima attenzione da parte degli allevatori verso i loro salariati affinché siano assicurati elevati livelli di sicurezza e precauzione per evitare i contagi che, oltre ad avere ripercussioni sulla salute, metterebbero “fuori gioco” le stalle
dato che, in assenza di personale, non si potrebbe garantire l’essenziale attività giornaliera.”

 

 

Fonte: Confederazione Nazionale Coldiretti