L’Istat ha aggiornato, seppure in maniera ancora incompleta, i dati sulla superficie e la produzione delle coltivazioni agricole, e sulla consistenza e la produzione degli allevamenti zootecnici, relativi al 2017 e 2018. Rispetto alle anticipazioni dello scorso giugno, ci sono alcune sensibili variazioni. Di seguito si confrontano i dati del quadriennio 2015-2018.
La produzione vegetale
Nel 2018, la maggior parte delle coltivazioni ha evidenziato segnali di ripresa produttiva: a fronte di una lieve riduzione della superficie investita (-0,1%), la produzione è cresciuta complessivamente, in volume, del 4,9%.
Per quanto riguarda le superfici investite, le variazioni principali riguardano: legumi (+5,3%), radici bulbi e tuberi (-5,3%), colture da industria (-5%) e cereali (-1,3%); per le altre colture, la variazione delle superfici è inferiore all’1% (tabella 1).
Gli incrementi più rilevanti della produzione hanno interessato l’uva (+19%), le foraggere (+10%), i legumi (+8%) e le colture industriali (+5%); in flessione soprattutto olive (-25%) e radici, bulbi e tuberi (12%). Rispetto agli anni precedenti (periodo 2015-2017), nel 2018 solo la produzione di uva presenta valori superiori: complessivamente le quantità prodotte sono inferiori del 4,7% a confronto con quelle del 2016, anno migliore del quadriennio 2015-2018 (tabella 2).
La produzione degli allevamenti
Si conferma, a fronte di una sostanziale stabilità della consistenza degli allevamenti (tabella 3), la crescita della produzione di latte (tabella 4). Gli incrementi di produzione più significativi riguardano il latte caprino (+17%) e ovino (+8%) a fronte di una crescita della produzione complessiva poco inferiore al 2%.
Dati contrastanti si registrano per le carni macellate (tabella 5): forte incremento delle bufaline (+27%), ovine (+12%) e bovine (+7%); in flessione le carni equine (-28%), i conigli (-17%), le caprine (-5,6%) e avicole (-3%). In complesso, il settore risulta sostanzialmente stabile, con i risultati del 2018 generalmente inferiori ai migliori del periodo 2015-2017, con le sole eccezioni per le carni bufaline e di selvaggina.
Conclusioni
La produzione delle coltivazioni agricole e degli allevamenti zootecnici evidenzia, nel 2018, un andamento sostanzialmente positivo, con incrementi in volume, rispetto al 2017, del 4,8% per le coltivazioni, del 1,7% per il latte, dello 0,5% per le carni macellate.
Tuttavia, esaminando i dati degli anni immediatamente precedenti (2015-2017), solo per la produzione di latte il 2018 risulta l’anno migliore: sette macrosettori su otto di coltivazioni (media -4,7%), e sei macrosettori su otto di macellazione di carni (media -4,1%), registrano nel 2018 dati inferiori a uno degli anni precedenti.
Dunque, se il 2018 ha segnato un significativo miglioramento della produzione rispetto all’anno precedente, non altrettanto si può dire confrontando la produzione degli anni precedenti, a testimonianza di un andamento di crescita progressiva che non si consolida.
Peraltro, per quanto riguarda le coltivazioni, va considerato che la superficie agricola in produzione tende, sia pure in misura decrescente negli ultimi anni (-0,1% nel 2018 sul 2017), a ridursi.
Si deve inoltre tenere conto della crescente influenza negativa, sulla produzione vegetale, delle avversità atmosferiche connesse ai mutamenti del clima e di eventi fitopatologici diffusi (Xilella Fastidiosa, Cimice Asiatica ecc.).
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Fonte: Confagricoltura







