Il valore delle esportazioni dell’UE nel settore agroalimentare nell’agosto 2019 ha raggiunto i 12,07 miliardi di euro, segnando un aumento del 5,6% rispetto ad agosto 2018. Dato che il valore delle importazioni è diminuito dello 0,2% raggiungendo i 9,14 miliardi di euro, l’eccedenza del commercio agroalimentare per agosto si è attestata a 2,93 miliardi di euro, con un aumento del 29% della bilancia commerciale positiva rispetto ai dati dell’anno scorso. Questi sono alcuni dei principali risultati del report mensile sul commercio di agosto 2019, pubblicato ieri dalla Commissione europea.
Confrontando i valori mensili delle esportazioni di agosto 2019 con quelli di agosto 2018, i maggiori aumenti sono stati registrati per la Cina (+283 milioni di euro), gli Stati Uniti (un aumento di 192 milioni di euro) e il Giappone (un aumento di 69 milioni di euro). Tuttavia, si sono registrate riduzioni significative delle esportazioni UE verso Hong Kong, Libia (entrambe in calo di 66 milioni di euro) e Algeria (in calo di 48 milioni di euro).
In termini di importazioni, c’è stato un aumento del valore delle importazioni agroalimentari dell’UE dall’Ucraina (in aumento di 198 milioni di €), dal Brasile (in aumento di 94 milioni di €) e dal Canada (con un aumento di 74 milioni di €). E’ stato però registrato un calo del valore delle importazioni dagli USA (in calo di 153 milioni di euro), dal Sudafrica (in calo di 59 milioni di euro) e dall’Indonesia (in calo di 51 milioni di euro).
Si è verificato un aumento dei valori delle esportazioni di una serie di categorie di prodotti, tra cui grano (che fa un salto di 142 milioni di euro), carne di maiale (in aumento di 132 milioni di euro), liquori e bevande spiritose (fino a 125 milioni di euro), latte in polvere e siero (un aumento di 82 milioni di euro) e formaggio (in aumento di 52 milioni di euro). Al contrario, si è registrato un netto calo delle esportazioni di animali vivi (74 milioni di euro), barbabietole e canna da zucchero (in calo di 52 milioni di euro), pelli grezze (31 milioni di euro), oli vegetali (esclusi palma e olio d’oliva) (con un calo di 21 milioni di euro) e birra (in calo di 20 milioni di euro).
Sono stati registrati aumenti delle importazioni di semi oleosi (diversi dai semi di soia) (+ 147 milioni di euro), cereali grossolani (con un aumento di 113 milioni di euro), etanolo (con un aumento di 42 milioni di euro), grano (con un aumento di 42 milioni di euro) e barbabietola e zucchero di canna (fino a € 41). Nel frattempo, si è registrato un calo del valore di una serie di importazioni, tra cui caffè e tè non torrefatti (in calo di 103 milioni di euro), semi di soia (in calo di 58 milioni di euro), olio di palma (in calo di 49 milioni di euro), agrumi (in diminuzione di 48 milioni di euro) e succhi di frutta (in calo di 43 milioni di euro).
Source: EUROSTAT – COMEXT
Fonte: Commissione europea