Si sa che le vacche hanno la più alta produzione dell’anno in primavera, anche se i giorni medi di lattazione si allungano.

La massima produzione pro-capite si verifica, nelle nazioni a nord dell’equatore, nei mesi di Aprile e di Maggio. Questo è dovuto ad una temperatura mite e a giornate sempre più lunghe, almeno fino al solstizio d’estate che quest’anno sarà il 20 Giugno 2020.

In estate, almeno all’inizio, le produzioni scendono, anche se il calo è decisamente minore negli allevamenti che si sono dotati d’impianti di raffrescamento che “funzionano”. E’ facile per un allevatore verificare l’efficacia del suo impianto. Nelle ore più afose della giornata si osservano 15 bovine in lattazione in buone condizioni fisiche, contando gli atti respiratori e misurando la temperatura rettale. Se più del 15% di esse ha una frequenza respiratoria maggiore di 80 atti al minuto e una temperatura corporea maggiore di 39°C significa che bisogna dotarsi di un buon sistema di raffrescamento o migliorare quello già esistente.

Un altro sintomo importante di stress da caldo è un calo d’ingestione (senza altre cause) maggiore del 10%.

E’ anche necessario controllare la frequenza respiratoria, la temperatura corporea e l’ingestione delle vacche in asciutta e delle manze negli ultimi due mesi di gravidanza. In queste due tipologie di animali la combinazione di stress da caldo e giornate con molte ore luce causa invece una scarsa produzione dopo il parto.

A fine estate e in inverno, ed in particolare nei mesi di ottobre e novembre, si osserva in tutto il mondo a nord dell’equatore una produzione pro-capite inferiore rispetto ai mesi di aprile e maggio e una fertilità bassa ma in lenta ripresa.

Per evitare le perdite di produzione e di fertilità estive e autunnali è necessario approntare le seguenti misure:

  • Installare impianti di raffrescamento nei box sia delle vacche in lattazione che di quelle in asciutta e preparazione al parto.
  • Evitare il sovraffollamento estivo dei box d’asciutta e preparazione al parto.
  • Rafforzare i metodi di rilevazione dei calori in estate.
  • Tenere sotto stretta sorveglianza l’ingestione effettiva in lattazione, asciutta e preparazione al parto.
  • Adottare, in queste tre fasi del ciclo produttivo delle bovine da latte, le razioni estive, che sono in genere profondamente diverse da quelle invernali, soprattutto se l’allevamento non possiede un adeguato sistema di raffrescamento degli animali.
  • Le diete estive si arricchiscono anche di additivi che aiutano il sistema immunitario e l’apparato riproduttivo.
  • Introdurre il controllo sistematico della chetosi, sia clinica che sub-clinica, sulle bovine che partoriscono d’estate.
  • Per evitare il picco autunnale di zoppie è necessario intervenire più intensamente in estate sulla disinfezione dei piedi e nella prevenzione dell’acidosi ruminale.

E’ anche noto a tutti che in estate la qualità del latte peggiora, con cali grasso e proteine e aumenti di cellule somatiche. Anche per tutti questi aspetti esistono specifiche soluzioni preventive.