Il mercato mondiale dei formaggi stagionati

Nel 2019 gli scambi mondiali di formaggi stagionati sono stati pari a 3,8 milioni di tonnellate per un valore pari a 17 miliardi di euro; nell’arco degli ultimi cinque anni si è registrato un incremento del 4,2% in volume e del 14,7% in valore.

Nella graduatoria mondiale dei paesi esportatori l’Italia occupa la quarta posizione in valore e la sesta in volume, detenendo una quota dell’export totale nel 2019 pari rispettivamente al 10% e al 4,7%. Sul fronte delle importazioni, la Germania guida la classifica dei primi cinque paesi acquirenti di formaggi stagionati, con il 18% del valore dell’import mondiale e il 15% dei volumi; seguono Regno Unito, USA, Italia e Belgio. Tra questi paesi l’Italia figura sempre tra i principali fornitori, detenendo nel caso degli Usa la prima posizione, con una quota in valore superiore al 29%. Scorrendo l’elenco dei paesi importatori, il Giappone si colloca in nona posizione, per un valore dell’import pari a 692 milioni di euro nel 2019; l’Italia si configura come ottavo fornitore, con poco più del 4% del valore importato complessivamente.

Le importazioni del Giappone

La richiesta del Giappone di formaggi stagionati italiani ha avuto un valore di 30 milioni di euro nel 2019, per un volume di 3 tonnellate, con una dinamica positiva sul fronte dei valori (+13,5% sul 2015) mentre i quatitativi sono risultati in calo (-5,7% sul 2015). Il prezzo medio all’import di formaggi stagionati del Giappone era di 3,71 euro/chilo nel 2019, in lieve flessione rispetto al 2015 (-1,2%).

Solo l’Italia impone prezzi unitari nettamente più elevati rispetto agli altri competitor sul mercato, ma in relazione all’elevato profilo qualitativo dei prodotti italiani; circa il 60% delle forniture è infatti rappresentato dal Grana Padano e dal Parmigiano Reggiano.

Nella tabella sono riportati i principali paesi importatori in valore e quota di mercato dei relativi fornitori.

Grado di apertura del mercato 

I formaggi sono soggetti alle norme della legge sulla sanità alimentare, la “Food sanitation law”. Secondo tali disposizioni, qualora il formaggio sia importato per la vendita o altri scopi commerciali, lo spedizioniere deve presentare l’apposito modulo di notifica per le importazioni di prodotti alimentari “Notification form for importation of foods, etc.” alla quarantena della dogana d’ingresso per procedere allo sdoganamento. Al modulo deve essere allegata la descrizione del processo produttivo e un certificato di analisi (in originale per la prima importazione) rilasciato da laboratori (anche all’estero) riconosciuti dal Ministero della Sanità giapponese.

La legge sulla sanità alimentare impone dei limiti per le sostanze contenute nei formaggi, in particolare si fa riferimento ai formaggi a pasta semi-dura e naturali, a causa del Listeria Monocytogenes. In Giappone non è ammesso il contenuto di antibiotici nei formaggi, a differenza di quanto avviene in altri paesi del mondo.

Secondo i nuovi criteri, il batterio Listeria Monocytogenes non deve essere stato constatato prima della modifica, e deve essere inferiore a 100 per 1 g di campione dopo la modifica. A partire dal primo novembre 2017, oltre al “Latte crudo”, anche i alcuni prodotti a base di latte, incluso il formaggio, sono diventati oggetto di quarantena animale.

  • Per “Latte crudo” si intende la secrezione mammaria munta da animali a piede caprino,
  • Per “Latticini” si intendono i prodotti ottenuti da qualunque tipo di lavorazione del latte crudo.

Per questi prodotti, l’importazione di prodotti del settore lattiero-caseario dovrà essere accompagnata da certificazione sanitaria emesso dalle Aziende Sanitarie locali basata sul modello reperibile nell’area Certificazioni per esportazione – Latte e Prodotti a base di Latte. Nel caso di campioni importati se il loro peso non supera i 10 kg (o trasporto a mano) essi non saranno oggetto di Quarantena animale.

Queste ed altre informazioni sono contenute nella scheda “prodotto/paese” dedicata al Giappone, che si inquadra nelle attività dell’Ismea per la Rete Rurale Nazionale previste nel programma 2014-2020, con particolare riferimento all’internazionalizzazione delle aziende agricole e agroalimentari. In particolare, la scheda intende fornire un contributo di conoscenza dotando gli operatori di uno strumento concreto di valutazione delle opportunità e delle condizioni tecnico-operative necessarie a esportare.

Per consultare il documento: Esportare formaggi stagionati in Giappone

Fonte: Ismea