Nel Bollettino n. 25 del 24 giugno 2019 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), è stato pubblicato un parere, richiesto in data 16 aprile 2019 dal Ministero della Salute ed inviato anche al Garante per la protezione dei dati personali, relativamente all’accesso civico della confederazione nazionale Coldiretti ai dati sulle importazioni di latte e prodotti lattiero-caseari. Più nello specifico, la richiesta di parere riguarda le informazioni concernenti le operazioni di entrata, uscita, transito e deposito di materie prime concernenti il latte e i prodotti derivati, provenienti da paesi UE ed extra UE, realizzate dagli operatori nazionali del settore alimentare, inclusi i nomi delle imprese italiane importatrici (di seguito anche “Dati”).
In seguito a richiesta da parte di Coldiretti al Ministero (avvenuta tra aprile ed ottobre 2017), il Ministero della salute ha espresso diniego parziale di comunicazione dei dati richiesti. A quel punto, Coldiretti ha adito la giustizia amministrativa: una prima sentenza del TAR Lazio rigettava l’istanza di Coldiretti, ma successivamente una sentenza del Consiglio di Stato ha confermato Coldiretti legittimata a tale domanda di accesso, tuttavia stabilendo anche “l’obbligo dell’Amministrazione intimata di dare corso, senza alcun indugio, alla seconda domanda di accesso civico dell’Associazione appellante, previa attivazione e conclusione, nei termini di legge, della procedura di confronto con i potenziali controinteressati, i quali, in relazione alla specificità del caso, potranno essere interpellati preliminarmente in via generale secondo modalità telematiche. L’Amministrazione potrà, se del caso, tenere conto (mediante il parziale oscuramento dei dati) solo di eventuali specifiche ragioni di riservatezza dei controinteressati” (para. 21).
La richiesta del Ministero della Salute all’AGCM è, in particolare, volta a comprendere se la diffusione dei dati richiesti da Coldiretti possa compromettere la concorrenza sul mercato, nonché la credibilità e produttività delle aziende, considerando che i dati sulle importazioni hanno un ruolo fondamentale nelle strategie aziendali. Il Ministero della Salute osserva anche che la diffusione di tali dati ad “aziende concorrenti potrebbe essere gravemente lesiva degli interessi economici e commerciali, considerato pure che la Coldiretti non è solo un sindacato agricolo, rappresentante di coltivatori diretti, imprese e società agricole, cooperative di trasformazione e consorzi di imprese, ma è anche azionista, con propri rappresentanti nei consigli di amministrazione, di numerose aziende di trasformazione private e cooperative ed agisce quindi anche da concorrente delle aziende delle quali chiede dati e informazioni riservate e che, pertanto, esiste il concreto rischio che le informazioni diffuse [dal Ministero] vengano utilizzate in modo strumentale, distorto o parziale da parte di uno o più concorrenti“.
Il parere dell’AGCM è reso in seguito all’adunanza dell’Autorità del 5 giugno 2019. L’AGCM rileva che le richieste avanzate da Coldiretti siano “informazioni commerciali sensibili, non aggregate e pertanto tali da consentire a chi ne entri in possesso di veder ridotte in maniera significativa le naturali incertezze inerenti il confronto competitivo tra imprese”, in particolare perché il contenuto delle informazioni riguarda anche “fonti di approvvigionamento e relative dipendenze operative, attività produttive e loro programmazione, con la possibilità di desumerne anche le stesse capacità installate di un determinato operatore”. Tenuto conto della natura del settore economico di riferimento e della natura dei dati come sopra descritto, appare certa una rilevanza dei dati stessi in una prospettiva antitrust qualora i dati venissero scambiati tra operatori concorrenti.
L’AGCM, in ragione della natura e conseguente rilevanza concorrenziale dei dati, va a considerare anche il “pregiudizio per la concorrenza” che potrebbe “discendere dalla loro disponibilità da parte di Coldiretti, in ragione delle caratteristiche soggettive e operative di tale organizzazione”. Nel parere, vengono dunque rilevati alcuni elementi riferiti a Coldiretti in qualità di sistema di cui fanno parte la confederazione nazionale e le varie diramazioni locali, relativamente all’indisponibilità di bilanci contabili pubblici, sulla titolarità di partecipazioni in importanti imprese nazionali operanti nel settore lattiero-caseario ed in partnership con primari operatori di settore attivi in Italia ed all’estero, la presenza in Coldiretti di persone fisiche detentrici di interessi diretti in imprese del lattiero-caseario, oltre alle attività svolte dalla stessa in termini di offerta di vari servizi, rappresentanza e difesa degli interessi comuni per molte imprese del medesimo settore.
L’AGCM conclude che, alla luce degli elementi sopra esposti, non si possa escludere che dalla trasmissione dei dati a tale organizzazione possano derivare danni alle corrette dinamiche del mercato, sottolineando il richiamo da parte del Consiglio di Stato all’”obbligo per l’Amministrazione di avviare, al ricevimento della domanda, il procedimento in contraddittorio con gli eventuali controinteressati al fine di tutelare i loro diritti”.
Per consultare il Parere completo, clicca qui.